.: SUPER BENNAKER WORLD :. |
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ATTENTION PLEASEIl mio sudore ha un prezzo, PROUD TO BE![]() TAGS1. Ntani
2. Snavi 3. Sblinda 4. Tapioca 5. Fuffa /* END OF FILE */ | 10 Maggio 2012
Non sei in lista? Allora non entri.La maglietta darkettona. Il capello fatto. Le cicche nella tasca. Lo squillo che devi scende. L'ansia da parcheggio. Le sigarette in fila. Il biglietto ed il timbro. La gente in piedi e quella al bancone. Le mani in alto sul fondo. Le strobo e i laser. Il fumo artificiale. I saluti e le pacche di sfuggita. La cassa che pompa. Il calore infernale. Il piede che batte a tempo. Il primo cocktail. Il secondo cocktail. Il terzo cocktail. La sesazione di salire. Il quarto cocktail. Il delirio. Il male al collo. La gnocca dark. Le risate, gli abbracci violenti e le spallate. La pisciata in extremis. L'arietta del giardino. Il giramento di testa. Il senso di leggerezza. La sigaretta fumata a metà. I brindisi col bicchiere di carta. Le risate, le risate, le risate... 23 Aprile 2012
Ahia!Non so' più er ghepardo de na vorta. Oggi sono ko, steso da un dolore al fianco sinistro che mi ricorda che sono fatto di carne e sangue. Il mio colon deve essersi un po' incazzato per il fatto che gli ho propinato tra i 3 ed i 5 cocktails quasi ogni sera nelle ultime due settimane. Ha ragione... che cazzo je voi dì? Ha ragione. Da subito entro in modalità "Papà Castoro", dopo essere stato tutto il giorno in quella "Nonno Fiorucci", e me butto sotto le pezze. Che amarezza... Adieu! 21 Aprile 2012
Tutto e subitoMe lo devo togliere questo cazzo di vizio di pensare ed agire come se si potesse fare tutto e subito. E' un vizio brutto, che taglia fuori il mondo. Da solo non puoi combinare un cazzo, quindi il mondo ti serve. O meglio, non è che lo sfrutti, è che senza di esso non avrebbe senso "fare"... non ci sarebbe "fare", per mancanza di materia, proprio. Ci sarebbe soltanto... tu da solo a non fare un cazzo. E' che il mondo e io non andiamo sempre alla stessa velocità. A volte è lui a spingere, altre (molte altre) sono io. Quindi dobbiamo fare una cosa: metterci d'accordo una volta per tutte e scegliere una velocità di navigazione, come fossimo sulla stessa barca. Dice "Ognuno ha i suoi tempi"... già. Quindi io ho i miei, tu hai i tuoi, il mondo ha i suoi. Cercare l'armonia perfetta e duratura è inutile: non esiste. Ci saranno sempre cose che voglio fare ma non posso fare perché gli altri elementi coinvolti non sono pronti a farle. Ci saranno altri momenti in cui quello non pronto sono io. E allora non mi posso incazzare. Non mi posso neanche abbattere o abbrutire. Tantomento sfrozarmi di trovare una soluzione: semplicemente non c'è. E' una cosa che è così e basta. Ecco un altro vizio che mi devo togliere: quello di sentirmi sempre in dovere di cercare una soluzione o, ancor prima, vedere l'asincronia come un problema. Qualsiasi cosa, se cominci ad accettarla, non sarà più un problema. Vivi meglio tu, vive meglio l'asincrono di turno. Vorrei portare a termine dei progetti importanti, vorrei prendermi una casa, vorrei ritrovare la tranquillità interiore. Vorrei tutto questo e mi adopro per fare la mia parte... e anche qualcosina di più. Però devo mettermi in testa che non posso fare tutto io, non posso decidere tutto da solo e che devo lasciare spazio e tempo anche agli altri. Perchè se le cose esistono e si possono fare è innanzitutto perché ci sono gli altri con me a farle. Altrimenti il problema non si porrebbe proprio. Quindi è un "bel problema"... come quello della panchina lunga per gli allenatori di calcio. "Ne ho troppi, non so chi fare giocare". Magari ce lo avessero tutti questo problema. Qui non si tratta di sperare che qualcosa cambi spontaneamente (cosa di cui ho già parlato ampiamente), qui si stratta di lasciare il giusto spazio e riconoscere il giusto ruolo a ciò che mi sta intorno. E lo farò. Perché se avrò pazienza e lascerò che ogni pezzo della scacchiera faccia la sua mossa, ne verrà fuori una gran bella partita. 20 Aprile 2012
Quell'insalata coi fagioli...Forse è stato un errore mangiarla. 18 Aprile 2012
Dice "La forma"...Eh, la forma è importante, sì... ma è la sostanza quella che conta! Uhm. "Nì". Non sono proprio d'accordo. Forse bisognerebbe curarla un po' di più questa "forma". Faccio un esempio classico: il complessato che con gli altri è aggressivo. Quello che soffre dentro, per cazzi suoi personali, e fuori fa la merda con tutti. Dice "Porello... chissà cosa sta passando per comportarsi così". Vero. Ci sta. Però quante persone sono disposte a scavalcare questa "forma" onde arrivare al nocciolo? Ovvero all'essenza stessa della persona? Quante? Le persone, soprattutto con la velocità che caratterizza i rapporti di oggi, non sempre sono disposte a spendere tempo ed energia per andare oltre la forma. Prendono il come si dimostra uno per come realmente è uno. Questo è sicuramente un errore... una leggerenza. Ma quanta "colpa" ha chi non si dimostra esattamente per come è? Magari per vergogna... magari per timore di non essere accettato o solo perché, ormai, su di lui ha cucito un preciso personaggio con dei modi di fare specifici, un atteggiamento sepcifico, etc. Questa forma, forse, sarebbe più sano farla combaciare sempre con la sostanza. Sei incazzato? Urla. Stai male per qualcosa? Confessalo senza remore e senza innalzare scudi. Sei innamorato? Fallo... ama. Poi quello che deve arrivare arriva, ma intanto si sarà creata una sintonia perfetta tra la "forma" che ti veste e la "sostanza" che sei. |